L’inverno di Konoha

6 Febbraio 2017 | Senza categoria | Scritto da Gianfranco | 0 Commenti

Anche nella stagione fredda non ci si ferma, i lavori sono tanti e di diversa natura.

Come prima cosa ci siamo riforniti di acqua costruendo un pozzo dal quale poter attingere senza alcun problema e in abbondanza. Abbiamo destinato circa 1500metri alla coltivazione di fave preparando quindi il terreno con una leggera fresatura per passare poi ai solchi e alla semina. La ricerca del seme non è stata semplice né incoraggiante, quando richiedevamo la quantità necessaria ricordo che il responsabile di un consorzio ci ha preso per matti dicendo che era un lavoro da “carcerati”. Certo non è stato come bere un cappuccino ma nel giro di un pomeriggio siamo riusciti a seminare tutto a mano.
Poi ci siamo dedicati al trapianto di bulbi di aglio, cipolle e scalogno, e anche di questo non ci si può lamentare.
Sono iniziati i lavori per il frutteto, anche se rallentati dal brutto tempo che non ci permette di continuare. Abbiamo deciso di iniziare con circa 160 piante fra meli e peri, pesche, albicocche, susini, fichi, mandorli, noccioli, ulivi e frutti rossi.
Ci è sembrato giusto puntare molto su varietà antiche con lo scopo di rivalutarle e proteggerle. Si parla di piante autoctone e quindi molto rustiche che resistono meglio a malattie e necessitano di meno interventi.
Ci sono poi due serre che attendono solo il momento propizio per essere montate e nelle quali ci dedicheremo alla coltivazione di ortaggi provando anche a partire dal seme.
Per non parlare di quei 4000metri circa da preparare per l’orto in pieno campo.
Ora siamo impegnati nella potatura degli ulivi e degli alberi da frutto già esistenti, ma invece di bruciare le ramaglie le trituriamo grazie al nostro cippatore fresco di acquisto in modo da ottenere così materia prima da riutilizzare come pacciamatura per i nuovi alberi o come cibo per i lombrichi della compostiera. Inoltre abbiamo deciso di provare a recuperare gli alberi già presenti ricoprendo il loro fusto con la pasta per tronchi, una pratica biodinamica che prevede la preparazione di un composto di humus, argilla, sabbia silicea, acqua e macerato di equiseto.
Abbiamo anche la falegnameria a lavoro con l’autocostruzione di nuove arnie per le amiche api.
Insomma c’è molto da fare anche se a volte si chiude il cancello e si fugge al mare perché c’è bisogno anche di quello.

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